ZES 2026–2028: opportunità, incentivi e riferimenti normativi per le imprese

ZES 2026 - 2028 LE GRANDI OPPORTUNITA PER LE IMPRESE DEL SUD

Negli ultimi anni le Zone Economiche Speciali (ZES) sono diventate uno degli strumenti centrali della politica industriale italiana. Con l’introduzione della ZES Unica per il Mezzogiorno, operativa dal 2024 e destinata a incidere anche nel triennio 2026–2027–2028, il legislatore ha voluto rafforzare l’attrattività del Sud Italia, semplificando le procedure e potenziando gli incentivi fiscali.

 

In questo articolo analizziamo in modo chiaro cosa prevede la normativa, quali sono le opportunità per le imprese e cosa aspettarsi nel triennio 2026–2028.

Che cos’è la ZES Unica

La disciplina attuale delle ZES trova il suo fondamento principale nel Decreto-Legge 124/2023 (cosiddetto “Decreto Sud”), convertito con modificazioni nella Legge 162/2023.

La norma ha istituito la ZES Unica per il Mezzogiorno, superando il precedente sistema di ZES regionali e accorpando in un’unica area agevolata tutte le regioni del Sud: Abruzzo – Basilicata – Calabria – Campania – Molise – Puglia – Sardegna – Sicilia

L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di: attrarre nuovi investimenti produttivi;rafforzare la competitività delle imprese già presenti;semplificare autorizzazioni e iter burocratici;favorire occupazione e sviluppo territoriale.

Il credito d’imposta ZES: cosa prevede la legge

 

Il principale strumento agevolativo è il credito d’imposta per investimenti nelle ZES, disciplinato e prorogato anche per gli anni successivi.

In base al testo normativo:

  • Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nella ZES.

  • Rientrano macchinari, impianti e attrezzature.

  • Sono inclusi anche terreni e acquisto o ristrutturazione di immobili strumentali, entro determinati limiti percentuali.

  • L’investimento minimo deve rispettare soglie definite nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate.

Chi può accedere agli incentivi

Possono accedere al credito d’imposta:

  • imprese di qualsiasi dimensione (PMI e grandi imprese);

  • società di capitali e imprese individuali;

  • soggetti già attivi o di nuova costituzione.

Restano escluse alcune attività specifiche, in linea con la normativa europea sugli aiuti di Stato.

Le percentuali di agevolazione variano in base:

 

  • alla dimensione dell’impresa;

  • alla regione di localizzazione;

  • alla carta degli aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione europea.

Come ricevere informazioni sulla ZES

Puoi chiedere delle informazioni riguardo la ZES compilando il modulo di contatto presente nel sito o inviando una mail  a info@meta-growth.it

E-commerce e agroalimentare

 

E-commerce e alimentare

UNA CRESCITA ESPONENZIALE

 

Il mercato elettronico in Italia, come nel resto dei paesi del mondo, sta crescendo in modo significativo. Se fino a qualche anno fa i prodotti più acquistati sull’e-commerce erano beni per la casa, prodotti informatici ed elettronici, da qualche anno si nota una crescita costante del food e-commerce. Già da diversi anni importanti gruppi della GDO hanno puntato su portali online (vedi esempio di Esselunga), con particolari messaggi pubblicitari e acquisti interattivi.

 

grafico articolo ecommerce alimentare

La pandemia poi ha impresso una notevole accelerazione in merito al numero di utenti connessi e volumi di ricavi, si pensi che nel 2020 8,4 milioni di persone hanno fatto almeno un acquisto su internet, questa cifra aumenta a 10,7 milioni nel 2021. Nel 2021 la sola spesa per prodotti acquistati tramite canali e-commerce raggiunge la ragguardevole cifra di 30,5 mld di euro, con una crescita del 18 % rispetto all’anno precedente.

Dati disponibile tramite le elaborazioni dell’osservatori.net Digital Innovation del Politecnico di Milano.

 

Per quanto concerne il mercato dell’agroalimentare, i prodotti più venduti su piattaforme online sono Vini, birre e prodotti a lunga conservazione, ma si nota un importante movimento legato ai prodotti freschi.

Basti pensare alla piattaforma amazon fresh, che si pone l’obbiettivo di consegnare la spesa a casa del cliente in soli 10 minuti.

Altre piattaforme sono in fase di sviluppo come Gorillas, Everli e Getir.

L’idea della spesa a casa in tempi ridotti affascina i grandi e le piccole start-up, il motivo di questo interesse risiede naturalmente nel fatto che le possibilità di guadagno sono enormi essendo il mercato agroalimentare il più grande mercato mondiale in termini di ricavi globali.

 

E LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE?

Fino ad adesso abbiamo parlato dell’atteggiamento delle grandi imprese di GDO e dei MarketPlace più affermati, ma le PMI Italiane? Come si sono comportate?

Dal report dell’osservatorio anche le PMI hanno iniziato a muovere i primi passi sul mondo dell’e-commerce attivando portali di vendita online e strategie di digital marketing.

Ma in che modo è possibile sfruttare le potenzialità delle vendite online da parte di una PMI agroalimentare?

Una risposta potrebbe arrivare dall’analisi della tipologia di cliente che ad oggi acquista abitualmente su internet, una ricerca del 2020 condotta dall’ osservatorio Netcomm Netretail.

Da questa analisi si scopre che l’acquirente abituale su internet di prodotti food apprezza, più che in altre categorie, la varietà dei prodotti. Se in generale le motivazioni di acquisto online possono essere identificate maggiormente nella convenienza del prezzo[1], nel mercato agroalimentare l’acquirente apprezza molto la varietà di prodotti e la possibilità di scelta.

Ecco forse individuata la motivazione principale per una PMI per lanciarsi nel mondo dell’e-commerce: aggredire mercati di nicchia e in generale valorizzare i prodotti di alta fascia incontrando una domanda (quella dell’acquirente abituale online) di norma bene istruita, competente e che sa apprezzare il valore di un prodotto di alta qualità.

La riprova che i prodotti dell’agroalimentare Italiano di qualità siano apprezzati ed in forte crescita è data dai numeri in costante crescita di Eataly che opera un’attenta selezione di prodotti certificati proprio per soddisfare quella fascia di clientela esigente e sensibile più alla qualità, alla genuinità e alla freschezza del prodotto che alla convenienza del prezzo.

[1] Motivazione del comportamento dell’acquirente online, ing. Veronica Svatošova Università di Pardubice, Facoltà di Economia e Amministrazione Studentská 95, 532 10 Pardubice, Repubblica Ceca

Consumer satisfaction – Il modello Kano

   
Prof. Noriaki Kano

Consumer Satisfaction, il metodo KANO

La valutazione della soddisfazione del cliente ha appassionato moltissimi studiosi di tutto il mondo, fino agli anni 70 del secolo scorso la convinzione della maggior parte degli studiosi è che la soddisfazione del cliente crescesse proporzionalmente alla presenza o eventualmente al miglioramento delle caratteristiche assoggettabili ad un prodotto o servizio.

Questa visione, in termini matematici, lineare, della relazione non poneva particolari focus sulla percezione personale del cliente, di conseguenza anche le direzioni da prendere da parte dell’impresa risultavano abbastanza standardizzate e non differenziate.

Tra la fine degli anni 70 e inizi degli anni 80 una equipe di studiosi cappeggiata dal Prof. Noriaki Kano, ipotizzarono per la prima volta che la relazione della soddisfazione del cliente con gli attributi del prodotto non fosse uguale per tutti gli attributi di un prodotto/servizio, rivoluzionando così l’approccio accademico all’argomento in tutto il mondo.

La teoria in sintesi

Secondo il Prof. Kano, infatti, gli attributi di un prodotto o servizio possono essere divise in tre categorie:

Attributi base (must be)

Questi attributi sono valutati dal cliente come attributi necessari, scontati, ovvi. La presenza di questi attributi non genera nessun aumento di soddisfazione del cliente, ma la loro eventuale assenza genererebbe un enorme insoddisfazione nel cliente. L’assenza o carenza di questi attributi potrebbe determinare la perdita del cliente.

Attributi prestazionali

Rappresentano i desideri manifesti del cliente, fanno aumentare linearmente la soddisfazione degli stessi e la fanno diminuire nel caso in cui siano assenti o carenti.

Questo tipo di attributi detti anche one dimensional, possono essere classificati dal cliente come must be e di conseguenza diventare attributi scontati e necessari con il passare del tempo.

Attributi attractive

Questa tipologia di attributi, invece, non sono classificabili come desideri manifesti del cliente, ma caso mai come l’effetto sorpresa. Sono attributi assolutamente non scontati che il cliente non si aspetta di trovare in un determinato servizio o prodotto e che generano in lui un effetto positivo esponenziale che aumenta di molto il livello di soddisfazione del cliente. Questo è il genere di requisiti che può creare un vero valore aggiunto al prodotto e all’intero brand.

Ecco un’idea in grafico del modello di Kano: 

Dallo stesso grafico si può notare come risulti fondamentale la presenza di attributi attractive per aumentare la soddisfazione del cliente.

La strutturazione del questionario prevede una domanda ripetuta in modo funzionale e disfunzionale.

In questo modo possono essere derivati due indici, il Coefficiente di soddisfacimento ed il Coefficiente di non soddisfacimento.

Dall’analisi periodica di questi indici è possibile valutare l’andamento nel tempo e l’efficacia delle azioni intraprese da parte del Management e della proprietà